Viene prima il messaggio o il destinatario?

Nasce prima il messaggio o il destinatario? Una riflessione per chi crea contenuti di brand

Se ti occupi di comunicazione, personal branding o content strategy, probabilmente ti sei chiestə almeno una volta: devo partire da chi mi legge o da ciò che ho da dire? Dal messaggio o dal destinatario?

Questa domanda rappresenta spesso un bivio per chi si appresta a creare dei contenuti per raccontare la propria identità di brand o i propri prodotti e servizi. Anzi, mi correggo: questa domanda dovrebbe rappresentare un bivio, tuttavia spesso ci si ritrova a seguire una strada in automatico, seguendo una sorta di “navigatore” che ci dice cosa fare.

Molto probabilmente se mi aveste fatto questa stessa domanda agli inizi del mio percorso di copywriter vi avrei dato una risposta diversa rispetto a quella che vi do oggi.

Cosa ci dice di fare il navigatore automatico

L’abitudine o il navigatore, da cui abbiamo imparato qua e là qualcosa di marketing e comunicazione, ci dice che il destinatario viene prima di tutto. Il che non è del tutto sbagliato; ma ripeto, oggi, dopo quasi dieci anni di copywriting e brand strategy, mi sono fatta un’opinione diversa. Un’opinione che va controcorrente.

Cosa significa creare contenuti pensando al destinatario?

Creare contenuti pensando al destinatario significa mettersi nei panni di chi sta dall’altra parte e a cui chiediamo di fare qualcosa per noi (leggere un post, iscriversi ad una newsletter, acquistare qualcosa, ecc.). Significa dire o fare cose che pensiamo gli altri apprezzeranno. Spesso, si traduce semplicemente nel compiacere un pubblico immaginario per sentirci gratificati o necessari.

A lungo andare questo “spirito di immedesimazione” ha rinco***onito il pubblico tutto (perdonami la finezza, ma è così: ci ha rinco***niti tuttə!). Perché ci hanno dato in pasto migliaia di materiale, informazioni, bisogni indotti e paure di cui potevamo serenamente fare a meno. Sono nati trend da inseguire per non mancare l’appuntamento, sono nati gesti e consuetudini che ci hanno fatto perdere di vista la cosa più importante: il messaggio.

Cosa significa creare contenuti pensando al messaggio?

Creare contenuti pensando al messaggio significa prima di tutto chiarirsi le idee. Significa sapere chi sono, cosa voglio comunicare e perché lo voglio comunicare. Significa chiedersi che impatto può avere il mio messaggio sugli altri e, di conseguenza, chi sono quegli “altri” con cui voglio stabilire una comunicazione.

Il tema “mittente-messaggio-destinatario” l’ho affrontato per la prima volta dietro i banchi dell’università, preparando l’esame di semiotica con i testi e le teorie di Umberto Eco. Oggi mi è sempre più chiaro che si tratta di una catena in cui non può saltare nessun anello, altrimenti il dialogo salta.

  • Mittente: chi sono io? quali sono i miei obiettivi?
  • Messaggio: cosa è importante per me? Cosa voglio che gli altri sappiano o pensino di me
  • Destinatario: chi è interessato a comprendere e acquisire il mio messaggio?

Va da sé che capovolgendo il ragionamento, ovvero pensando prima al messaggio che al destinatario, avrò meno persone dall’altra parte pronte a mettere like. Tuttavia, avrò probabilmente più persone interessate a quello che ho da dire.

💡 Quando partiamo dal messaggio, scegliamo consapevolmente cosa vogliamo dire. Quando partiamo solo dal destinatario, rischiamo di dire ciò che pensiamo che gli altri vogliano sentirsi dire.

Ecco qui che avremo scremato i “followers” (lasciatemi semplificare), ma avremo creato una conversazione con le persone che davvero possono capirci, che condividono il nostro stesso linguaggio e sono in grado di attribuire un senso alle nostre parole.

Quando entra in gioco il destinatario?

Penseremo al destinatario subito dopo aver curato il messaggio. E lo faremo scegliendo uno stile, un tono di voce e un linguaggio che possano fare da ponte, che siano capaci di coinvolgere e creare un terreno di incontro e scambio. È qui che cresce quel sentimento di cui ho parlato nel mio post “Restare umani”.

Ti capita più spesso di partire dal messaggio o dal destinatario? Scrivimelo nei commenti o su IG. Parliamone: ogni comunicazione è un dialogo.

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